Anche il vescovo Francesco Beschi ha firmato l’iniziativa delle Acli denominata «L’Italia sono anch’io» per sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare. Questa mattina, prima della Messa diocesana per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il vescovo si è avvicinato al gazebo delle Acli, collocato sul sagrato della chiesa parrocchiale di Seriate. Dapprima ha parlato con i rappresentanti delle Acli, quindi ha firmato per la campagna raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare. La prima chiede il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce in Italia. La seconda chiede la concessione del diritto di voto ai cittadini immigrati che risiedono in Italia da almeno cinque anni. L’iniziativa — promossa da 19 organizzazioni della società civile, del mondo ecclesiale e della cultura — è iniziata il 1° ottobre. Sono necessari sei mesi di tempo per raggiungere le 50.000 firme richieste per ciascuna delle due proposte di legge. «È una campagna di civiltà – aveva affermato Antonio Russo, responsabile area immigrazione delle Acli presentando l’iniziativa al suo esordio – per colmare un ritardo culturale del nostro Paese, dove vivono e lavorano oltre 5 milioni di stranieri regolari, cittadini di fatto ma non di diritto



